giovedì 5 maggio 2011

World Invasion: Battle Los Angeles - Recensione

Battle: Los Angeles
USA, 2011, colore, 116 min
Regia: Jonathan Liebesman
Sceneggiatura: Christopher Bertolini
Cast: Aaron Eckhart, Ramon Rodriguez, Cory Hardrict, Jim Parrack, Ne-Yo, Bridget Moynahan, Michael Peña,
Michelle Rodriguez

Quando parliamo di retorica vuota e patriottismo spicciolo gli americani non hanno praticamente concorrenza. Basterebbe questa frase per liquidare World Invasion: Battle L.A. per quello che è: uno spot per l’arruolamento nel corpo dei Marines degli Stati Uniti lungo quasi due ore. Non a caso il genere dell’invasione aliena ben si presta a simili operazioni di propaganda in quanto è estremamente semplice tenere distinti i buoni dai cattivi. Nessuna macchia può adombrare la figura degli eroici Marine quando si trovano di fronte ad una violenza così cieca, feroce, che non ammette mediazioni e può solo essere combattuta con altra violenza. Così è tutto più facile, no?
Battle L.A. è stato descritto, da una dei quelle frasi ad effetto che precedono il lancio di un film, come un Black Hawk Down con gli alieni. E fin da subito il film del 2001 viene “omaggiato” con l’approssimarsi in elicottero del plotone di soldati capitanato dal sergente Michael Nantz (Aaron Eckhart) alla zona di guerra che un tempo era la città di Los Angeles, ora pullulante di alieni. Peccato che Jonathan Liebesman non sia Ridley Scott, capace con l’aiuto del montatore Pietro Scalia (giustamente premiato con l’Oscar per l’occasione) di trasformare l’incursione degli elicotteri a Mogadiscio nell’approdo in un territorio alieno, degno di un film di fantascienza. Qui ci dobbiamo accontentare del faccione di Eckhart, improbabile soldato. Il degno erede di Bill Pullman, con quella faccia da WASP, in tenuta mimetica è veramente poco credibile, però sei hai già salvato il mondo una volta (The Core) puoi tranquillamente ripeterti. Un flashback ci riporta indietro di 24 ore, prima che un’annunciata pioggia di meteore si trasformi in contatto alieno, giusto in tempo per fare la conoscenza dei baldi giovani soldati, i soliti insopportabili esaltati. Sono minuti di infinita agonia, resi meno pesanti dalla speranza che presto creperanno tutti. Poi si passa all’azione, con le epiche battaglie su larga scala alla Independence Day sostituite da una feroce guerriglia tra gli edifici diroccati della città (un doveroso plauso alle scenografie di Peter Wenham), la camera a mano a seguire da vicino i personaggi ed un confusionario montaggio ad unire il tutto. Nel caso i retorici dialoghi e le battute su John Wayne (e ho detto tutto) non abbiano già nauseato abbastanza, ci pensa l’insistito ricorso alla shaky camera a far venire il mal di mare. Ma è quando Eckhart diviene protagonista indiscusso della scena che bisogna incominciare a tremare. Sulla demenziale autopsia aliena effettuata direttamente sul campo per scoprire punti deboli si può sorvolare ma quando il prode sergente comincia ad elencare i soldati caduti per nome, grado e numero di matricola, il livello glicemico arriva ben oltre i livelli di guardia, tanto da sforare il limite tra cattivo gusto e demenzialità involontaria. Gli effetti speciali sono in linea con altre produzioni ad alto budget sebbene sappiano di già visto: le solite forme di vita biomeccaniche cha vanno di moda negli ultimi tempi condite con droni vari. Questi alieni poi, saranno pure tecnologicamente progrediti ma non brillano certo per scaltrezza dato che lasciano il centro di comando così sguarnito. Tirando le somme, se dovessimo confrontare Battle L.A. con l’analogo Skyline ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Il film dei fratelli Strause è scadente, dal budget limitato ma in fin dei conti innocuo. Qualcuno potrebbe obiettare che la presunzione che gli effetti speciali possano sopperire al nulla più totale tanto innocua non è, ma questo è un altro discorso. In Battle L.A. è invece meglio concentrarsi unicamente su questi. Per chi ce la fa.
Irritante, tremendamente irritante.

17 commenti:

Lestat ha detto...

Pessimo è dir poco

Eddy ha detto...

Hai beccato esattamente cosa non quadra in questo film. Complimenti. Non avrei saputo fare meglio.
Peccato, perché la base era molto buona...

Pischio ha detto...

Quale base?

Count Zero ha detto...

Grazie, Eddy. A quando una tua rece?
Hai "letto" l'ultimo volumetto di Berserk?

Ehi Pischio, ti saresti mai immaginato un tuo compaesano a fare Thor? È davvero molto espressivo!

Pischio ha detto...

Non è mio compaesano è di Melbourne un dannato filoinglese! Attori aussie espressivi non me ne vengono in mente...

Udo Kier ha detto...

non avevo intenzione di vederlo e ora meno che mai!

Eddy ha detto...

Non credo che lo recensirò perché mi ha lasciato troppo indifferente, sia dal lato negativo che positivo e se non mi sento ispirato faccio veramente fatica ;)

Tu non sai la mia storia con Berserk... tristezza. Avevo la mia bellissima collezione e nel 2006 si sono allagati a causa di una lavatrice :(
Ora ho recuperato la (buona, fortunatamente) serie nera e non oso leggere la serie regolare perché mi girano gli zebedèi!!
Sono fermo ai "micioni" dei Kushan entrati nel palazzo dei Vandimion... tristezza... ma l'ho presa bene... XD

Count Zero ha detto...

La mia collezione è lontana da lavatrici e altri pericoli per fortuna ;) Però se penso al fumetto che era e a come si è ridotto...

Eddy ha detto...

Sai, ci sono pareri discordanti... io sono molto propenso per la "cagata", perché ha perso quel mordente che non riuscivi più a staccarti dall'albo e ti mordevi le unghie fino alla prossima uscita. Però è anche abbastanza normale in un fumetto che è diventato un caso mondiale. Ad esempio Ken Shiro nelle ultime trovate di Buronson è una merdata micidiale, ma cosa vuoi... ci si paga lo stipendio ;)
Anche il mio Nathan Never ne ha passati di periodi da "punto di domanda esistenziale" ma quest'anno hanno finalmente deciso di cambiare direzione. Speriamo bene!

Count Zero ha detto...

Il Berserk crudo e disperato che ci faceva sbavare in attesa della prossima uscita è oramai l'ombra di se stesso. Il buon Miura è in una crisi creativa profonda da troppi numeri, non sa più cosa inventarsi. Sicuramente bisogna tenere conto delle logiche commerciali però da quanto ho letto in giro non sono pochi i lettori che hanno smesso di contribuire al mutuo da pagare di Miura.

oh dae-soo ha detto...

Ottimo commento!

L' "autopsia" è comica, hai ragione ed hai perfettamente colto la differenza tra W.I e Skyline (films che per bruttezza, periodo do uscita e genere vanno per forza accomunati): mentre il secondo è innocuo, il primo è vergognoso, fastidioso o, come ho scritto anch'io, quasi illegale.

Ciao!

Count Zero ha detto...

Grazie per il commento oh dae-soo, siamo sulla stessa lunghezza d'onda ;)

CyberLuke ha detto...

Beh, io sono tra quei dieci al mondo a cui Skyline non è dispiaciuto.
Gli alieni non hanno pretese antropomorfe di alcun tipo, e sono la migliore commistione tra organico e tecnologico che mi sia capitato di vedere al cinema da parecchio tempo.
Non ci parli e non ci tratti in alcun modo. Arrivano a risucchiare i cervelli di noialtri (beh, tutti i gusti sono gusti, no?), e, a guardare i simpaticoni che compongono il cast c'è quasi da fare il tifo per loro.
Certo, il soggetto non ha davvero nulla di originale, e lo script è tutt'altro che inattaccabile (nessun film con invasori alieni si esime da una certa meccanicità in fase di sviluppo, c'è poco da fare). Ma trovo che il massacro subito dalla critica e da parecchi recensori indipendenti non sia del tutto giustificato. :D

Count Zero ha detto...

@CyberLuke
Grazie innanzitutto per gli innumerevoli commenti. Skyline non l'ho gradito nemmeno io :) L'agghiacciante finale è la cosa che mi ha maggiormente gettato nello sconforto...

Woody ha detto...

Un po' un americanata... Purtroppo...

gustavclit ha detto...

ho visto questo film qualche mese fa. stupito che tu l'abbia recensito. hai dimenticato una cosa, però... questa tipa fa sempre lo stesso ruolo, monoespressiva come nicolas cage. la salvano solo le tette.

Count Zero ha detto...

l'avevo scritto qui se non ricordo male http://freezone-sci-fi.blogspot.it/2011/01/film-fantascienza-2011.html

piuttosto dovrei scrivere un post sull'evoluzione, anzi involuzione, dei parrucchini di Nicholas Cage

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