mercoledì 18 novembre 2009

2012 - Recensione

2012
USA, 2009, colore, 158 min

Regia: Roland Emmerich

Sceneggiatura: Roland Emmerich

Cast: John Cusack, Chiwetel Ejiofor, Amanda Peet, Oliver Platt, Thandie Newton,
Danny Glover, Woody Harrelson

Come previsto dal calendario Maya, la fine del mondo è vicina. Lo smottamento delle placche terrestri, causato dal surriscaldamento del nucleo in seguito a una violenta eruzione solare, e i conseguenti tsunami non lasceranno scampo alla popolazione mondiale.
Tre anni prima del fatidico evento i governi del pianeta si adoperano in segreto per garantire la sopravvivenza della specie. Per la modica cifra di un milione di euro, i potenti della terra potranno assicurarsi un biglietto per le novelle Arche di Noè realizzate in Cina. Roland Emmerich non si lascia sfuggire l’ennesima occasione per sconquassare la Terra in questa catastrofica macchina per fare soldi e, visti gli incassi, per assicurarsi il suo posto sull’arca. Inutile dire che il requisito essenziale della visione è lo spegnimento del cervello per i quasi 160 minuti del film in modo da poter godere appieno delle deliranti ed esagerate scene d’azione. La suspension of disbelief naturalmente è d’obbligo così come la visione su grande schermo e un volume degno di un concerto dei Motorhead. Gli spettacolari effetti speciali, tra eruzioni vulcaniche, terremoti, grattacieli e monumenti celebri che crollano, non deluderanno di certo gli appassionati del genere. I protagonisti sono assolutamente fedeli agli standard di Emmerich, che vogliono l’uomo comune in circostanze straordinarie. Gli eroi duri e puri che sfornano battute tamarre a raffiche rimangono una prerogativa del collega Michael Bay. Spetterà dunque a Jackson Curtis (John Cusack), misconosciuto scrittore separato e padre di due figli, il compito di dare il buon esempio incarnando quell’umanità che quando la catastrofe si avvicina deve assolutamente riscoprire i valori fondamentali, in primo luogo la famiglia. Seguiremo quindi il prode Jackson fino in Cina, con ex moglie e prole al seguito, in cerca della salvezza. Naturalmente i personaggi seguono clichè talmente consolidati che la loro sorte è un libro aperto. Vale un’unica regola: più le azioni da intraprendere sono stupide e pericolose più ci si getta a capofitto. Motivo per cui gli aerei devono per forza passare in mezzo a due palazzi che crollano piuttosto che girarci attorno. Ma il nostro Jackson è un uomo pieno di risorse. Non solo, nonostante la pancetta, è in grado di prodursi in sprint degni di Usain Bolt ma è anche un provetto guidatore che riesce a far spiccare balzi sia alle limousine che addirittura ai camper. Chiudono il cerchio i potenti della terra tra i quali troviamo un presidente nero inevitabilmente nobile d‘animo (Danny Glover), una sosia della Merkel con 30 chili di meno e dulcis in fundo un premier italiano (strano mix tra Dario Argento e Dini) che deciderà di aspettare la fine del mondo in preghiera vicino al suo popolo (!). Difficile dire se la scelta sia stata dettata dall’ironia o dalla stereotipata concezione che gli americani hanno dell’Italia e del resto del mondo in generale.
Già in previsione un sequel, 2013, sotto forma di miniserie televisiva
.

3 commenti:

Mariangela ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
liber@discrivere ha detto...

L'ho visto, e sinceramente nn mi è mlt piaciuto, un po' troppa finzione x i miei gusti...davvero in previsione una miniserie sul 2013? fantastico!

Count Zero ha detto...

È la solita boiata apocalittica. La miniserie è stata abortita, bye bye 2013

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